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Un paio di lezioni dagli smartphone

Possiamo imparare qualcosa dal mercato degli smartphone? Secondo dati appena diffusi da IDC, nel primo trimestre dell’anno il mercato dei telefonini intelligenti è calato del 2,4%. Il trend negativo riguarda il valore delle vendite, ma anche le unità vendute. La vita media degli smartphone si è allungata, in particolare per quanto riguarda quelli di fascia alta. La ragione è semplice: gli ultimi modelli costano molto e offrono poche novità. O, almeno poche novità ritenute utili dal cliente: i telefonini in vetro sono belli, ma si spaccano facilmente. Un discorso analogo vale per funzionalità tecnologiche sognate qualche decennio fa dagli autori di Star Trek, ma che migliorano di poco la nostra vita quotidiana.

Questa è la prima lezione: il nuovo piace se è anche utile. Altrimenti, il cliente guarda, dice “wow” e continua a usare prodotti e servizi di prima. I dati di mercato danno anche una seconda indicazione. Il calo delle vendite ha penalizzato soprattutto i player minori, mentre i big sembrano resistere meglio alla difficoltà. In fondo basterebbe guardarci intorno, in ufficio, al ristorante o sui mezzi pubblici, per capire in un attimo che tutti (o quasi) gli smartphone sono prodotti da un gruppo ristretto di aziende. In una competizione che si gioca sulla capacità di innovare, le dimensioni non solo contano, ma fanno la differenza.

Eppure, ci sono produttori di hardware, anche in Italia, che si sono specializzati su modelli specifici. Il cellulare per gli anziani, con tasti grossi e schermo ben leggibile anche a chi ha bisogno degli occhiali. Oppure, produttori di tablet e smartphone ultraresistenti, pensati per il lavoro in cantieri o miniere. Sacrificano un po’ il design, ma resistono alle cadute. Il mercato degli smartphone di massa, dei grandi numeri, è per i giganti globali che possono investire contemporaneamente su più aspetti tecnologici, anche tramite acquisizioni: l’innovazione è così veloce che pochi possono starle dietro e permettersi il lusso di sbagliare. Mentre per i più piccoli c’è una opportunità importante nella specializzazione, nella creazione del prodotto o servizio perfetto per una o più nicchie. A patto di investire continuamente per mantenerlo all’avanguardia e con costi ragionevoli. Ecco la seconda lezione.

Sostituiamo alle espressioni relative a telefonia e smartphone nei paragrafi precedenti quello che volete: i servizi bancari, assicurativi, la tecnologia blockchain, il commercio elettronico. Oppure, tanto per farci del male, l’editoria. Il discorso funziona sempre, o sbaglio?

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