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RUBRICA Credito&Imprese

Imprese: fallimenti in calo nel 2017

LOMBARDIA, LAZIO E VENETO LE REGIONI CON PIÙ IMPRESE FALLITE. TRA I SETTORI È IL COMMERCIO QUELLO PIÙ COLPITO

I dati dell’ultimo aggiornamento dell’analisi sui fallimenti delle imprese italiane realizzata da CRIBIS, società del Gruppo CRIF specializzata nella business information, confermano le previsioni ottimistiche di inizio 2017 e il progressivo miglioramento dello stato di salute delle nostre realtà imprenditoriali. Si consolida, infatti, il trend positivo che vede in costante diminuzione il numero delle imprese che hanno portato i libri in Tribunale.

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Un quinto di fallimenti in meno nel triennio

Basta paragonare i dati di fine dicembre 2017 con quelli dell’anno precedente: il numero dei fallimenti ammonta a un totale di 11.939, contro i 13.467 del 2016, in contrazione dell’11,3%. Se poi analizziamo il biennio, la variazione dell’anno appena concluso rispetto al 2015 sale al -18,1%. Sono numeri significativi che fanno ben sperare, anche se la strada per la vera ripresa è ancora lunga. Pur rimanendo consistente, si riduce sensibilmente il divario rispetto al 2009 (vedi Grafico 1), anno in cui gli effetti dell’incipiente crisi ancora non si erano fatti sentire in tutta la loro durezza. Nello specifico, nel quarto trimestre del 2017 sono state 3.283 le imprese ad aver dichiarato fallimento, contro le 3.420 dello stesso periodo dell’anno precedente. Il dato si avvicina a quello del quarto trimestre del 2010 (3.290 imprese), il secondo anno migliore dell’ultimo decennio.

Il trend regionale

L’andamento dei fallimenti a livello territoriale riflette le caratteristiche proprie del tessuto industriale italiano: nelle aree in cui le imprese sono maggiormente concentrate si rileva proporzionalmente un numero di fallimenti più elevato (vedi tabella 1). Per questa ragione, anche nel 2017 a registrare il maggior numero di fallimenti è la Lombardia, al primo posto con 2.514 casi (e una incidenza sul totale nazionale pari al 21,1%), seguita dal Lazio, con 1.531 casi, e dal Veneto, con 1.014 casi (incidenza sul totale pari rispettivamente al 12,8% e all’8,5%, in lieve aumento rispetto al 2016). Continuano a occupare i posti seguenti della classifica la Campania (1.003 casi), la Toscana (954), l’Emilia Romagna (912), la Sicilia (745), il Piemonte (714), la Puglia (569) e le Marche (347). A parte un’inversione delle posizioni in graduatoria tra Sicilia e Piemonte rispetto al 2016, l’andamento appare in linea con l’anno precedente, inserito in un quadro generale di miglioramento a livello nazionale.

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L’andamento per settori merceologici

Lo studio condotto da CRIBIS esplora anche i singoli settori. Anche nel corso del 2017 si attesta al primo posto il comparto del commercio, seppure in deciso e positivo miglioramento rispetto all’anno precedente, con 3.901 imprese dichiarate fallite contro le 4.493 del 2016. Anche il comparto dell’edilizia mostra un significativo miglioramento (da 2.749 casi di fallimento registrati l’anno precedente ai 2.313 del 2017), così come anche quello industriale (dai 2.632 casi del 2016 ai 2.209 del 2017). Pressoché stabile, seppur in lieve calo in linea con il trend generale, il settore dei servizi che fa registrare 2.807 casi contro i 2.918 del 2016.

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