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RUBRICA Credito&Imprese

Migliora la puntualità dei pagamenti delle imprese, +6,4% nel Q3 2017

NONOSTANTE IL TREND POSITIVO, IL NUMERO DI IMPRESE ITALIANE IN GRADO DI RISPETTARE I TEMPI PATTUITI CON I FORNITORI È ANCORA BASSO: SOLTANTO IL 38,2% SALDA LE FATTURE ALLA SCADENZA

Nel terzo trimestre dell’anno in corso si consolida l’andamento positivodella puntualità dei pagamentiregistrato dalle imprese italiane, con un incremento del 6,4% rispetto allo stesso periodo del 2016. A rivelarlo è lo Studio Pagamenti - aggiornato al 30/09/2017 – realizzato da CRIBIS, società del Gruppo CRIF specializzata nella business information, che analizza i comportamenti di pagamento delle imprese italiane. Lo studio si è concentrato su due degli indicatori principali dello stato di salute di un’azienda: la puntualità nel saldare le fatture ai fornitori e la percentuale di ritardi gravi, ovvero quei pagamenti effettuati a più di 30 giorni di distanza dai termini concordati.

CRIF AB 11 grafico 1

La puntualità migliora, ma resta bassa

Se i ritardi gravi continuano a calare a ritmo sostenuto già da tempo (-16,7% rispetto a settembre 2016), un aumento così significativo della puntualità nei pagamenti è unanovità positiva, che consolida l’inversione di tendenza registrata nello scorso trimestre dopo un trend tristemente negativo dal 2011 al 2016, e che dimostra una maggiore solidità delle imprese italiane rispetto agli anni precedenti. Tuttavia, nonostante il trend positivo, il numero di imprese in grado di rispettare i tempi di pagamento pattuiti con i fornitori è ancora basso: soltanto il 38,2%, infatti, salda le fatture alla scadenza, il 51,3% entro il mese di ritardo, mentre il 10,5% risulta gravemente ritardatario. Una percentuale, quest’ultima, che dal 2012 non è mai stata così bassa, anche se rispetto al 2010 è comunque più alta del 90,9%, mentre i pagamenti puntuali sono ancora inferiori dell’1,9% rispetto ai livelli di sette anni fa.

L’analisi delle aree geografiche

Scendendo nel dettaglio delle aree geografiche, le imprese del Nord- Est sono le più puntuali d’Italia, col 46,5% di pagamenti regolari e soltanto il 6,4% di ritardi gravi. Positiva anche la performance del Nord- Ovest, dove le imprese virtuose rappresentano il 43,4% e quelle gravemente ritardatarie appena il 7,3%. La situazione si aggrava spostandosi al Centro, dove solo il 34,5% di aziende risulta puntuale e i cattivi pagatori rappresentano il 12,3% del totale. Sud e Isole si confermano l’area più in difficoltà nei pagamenti commerciali: qui solo poco più di un’azienda su quattro (il 25,9%) è virtuosa e ben il 17,3% salda i debiti con i fornitori con oltre 30 giorni di ritardo. Lo stesso divario fra Nord e Sud del Paese si nota considerando la classifica regionale, dove il Veneto si attesta come la regione più puntuale d’Italia, con il 47,6% di pagamenti regolari e solo il 6,3% di ritardi gravi. La Sicilia, al contrario, si aggiudica la maglia nera, con il 22,2% di aziende puntuali e ben il 19,3% di imprese cattive pagatrici. Completano le prime cinque posizioni della classifica regionale l’Emilia-Romagna (47,4%), la Lombardia (47,1%), il Friuli-Venezia Giulia (45,5%) e il Trentino-Alto Adige (41,1%). In fondo troviamo, invece, la Calabria (24,3%), la Campania (24,9%), la Sardegna (26,6%) e la Puglia (28%).

CRIF AB 11 grafico 2

Analisi dei settori merceologici e delle tipologie di azienda

Relativamente ai settori merceologici, il comparto dei Servizi finanziari è quello che gode di miglior salute con una quota del 48,7% di performance virtuose, a fronte di un 8% di ritardi gravi. Bene anche l’Industria e la Produzione (44,5% di imprese puntuali, 6,8% di ritardi gravi). Il Commercio al dettaglio continua, al contrario, a registrare difficoltà che rischiano di condizionare l’andamento di tutte le filiere produttive a monte. Appena il 26,3% delle imprese appartenenti a tale comparto risulta puntuale, a fronte di un 17% di pagamenti oltre il mese di ritardo. L’analisi dei pagamenti per dimensione aziendale sottolinea la puntualità delle micro-imprese, virtuose nel 39,3% dei casi, ma che al contempo detengono il primato dei ritardi gravi, con l’11,4% di fatture saldate oltre il mese di ritardo. Situazione opposta per le grandi realtà: virtuose solo nel 15,4% dei casi, ma che raramente registrano ritardi gravi (solo il 5,1% del totale). Performance positive per le piccole imprese, che abbinano un tasso di puntualità poco più basso di quello delle micro-imprese (37,3%) a una ridotta percentuale di ritardi gravi (6,4%). Situazione intermedia infine per le medie imprese, con il 28,8% di operatori puntuali, ma con il più basso numero di imprese gravemente ritardatarie, pari al 4,8%. 

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